La contraccezione è l’insieme di metodi e comportamenti che permettono alla persona di avere una vita sessuale soddisfacente e sicura, di gestire la propria pianificazione familiare o di evitare gravidanze non ricercate. Per essere valido un contraccettivo deve rispondere a diversi requisiti:

  1. Deve essere efficace e sicuro: un contraccettivo non scientificamente approvato e nocivo per la salute, che non limita le gravidanze e/o non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili non può essere definito tale.
  2. Deve essere accessibile e economico: il suo utilizzo infatti non deve essere limitato da barriere economiche e sociali, poiché una salute riproduttiva e sessuale sicura e soddisfacente è un diritto riconosciuto dall’OMS.
  3. Deve avere una buona compliance: chi ne fa uso infatti non deve risentire eccessivamente degli effetti collaterali e, all’interno di una coppia, deve essere ben accettato e non limitante.
  4. Deve essere reversibile: gli interventi chirurgici che impediscono definitivamente la procreazione, come la legatura delle tube o la vasectomia, non possono essere considerati metodi contraccettivi.

Ma anche quando il contraccettivo presenta i suddetti requisiti, sono ancora tante le persone incorrono in gravidanze inattese e contraggono malattie sessualmente trasmesse. Quindi cosa impedisce un utilizzo, soprattutto corretto, dei metodi contraccettivi?

In molti casi alla base c’è della disinformazione, molte volte infatti si pensa ormai di sapere tutto a riguardo o che problemi come l’HIV appartengano solo a paesi lontani da noi; altre volte, soprattutto tra i giovani, c’è scarsa comunicazione con i genitori e con il partner, paura del giudizio dei pari, imbarazzo nell’acquisto o nel colloquio con un medico o timore, anche nelle coppie più longeve, che il contraccettivo interrompa un momento di per sé romantico e che non dovrebbe essere programmato. Ma è importante sottolineare che la contraccezione è il garante di una sessualità libera e finalizzata al benessere dell’individuo e della coppia.

I metodi contraccettivi sono diversi, ed è bene scegliere quello che si adatta meglio alle proprie esigenze. Ne individuiamo così 6 tipologie:

  • Metodi barriera o meccanici: dispositivi che proteggono entrambi i partner dalle malattie sessualmente trasmissibili e impediscono l’incontro tra cellula uovo e spermatozoi, evitando così l’insorgere di una gravidanza.
  • Metodi ormonali: farmaci che vanno ad alterare l’assetto ormonale che induce l’ovulazione.
  • Metodi chimici: sostanze chimiche (spermicidi) che, a contatto con gli spermatozoi, ne provocano la morte.
  • Dispositivi intrauterini: piccoli oggetti che, inseriti nell’utero, rendono difficile la penetrazione e la sopravvivenza degli spermatozoi, impedendo l’annidamento.
  • Metodi naturali: metodi che si basano sulla conoscenza dei processi biologici per cui una gravidanza può essere ricercata e/o evitata grazie alla conoscenza del proprio corpo e delle fasi del ciclo mestruale, attraverso l’osservazione di segni e sintomi della fase fertile.
  • Contraccezione d’emergenza: intervento farmacologico (ormonale) o non farmacologico (dispositivo intrauterino) che, usato tempestivamente, ha lo scopo di prevenire una gravidanza dopo un rapporto sessuale a rischio. Come suggerisce il nome, deve rappresentare una misura occasionale in situazioni di emergenza.

Tuttavia qualsiasi metodo pensiate faccia al caso vostro, il consiglio di Maia è comunque quello di parlarne con una persona di riferimento, meglio se un professionista, di non escludere il partner dalle vostre decisioni e di non tralasciare mai l’aspetto emotivo che l’atto sessuale, soprattutto se vissuto in maniera sicura, porta con sé, per poter vivere al meglio e privi di preoccupazione la vostra esperienza.

Inoltre cliccando sui vari metodi, troverete degli articoli dedicati per approfondire i diversi contraccettivi.

 

A presto, Maia

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