“Impariamo a mangiare. Lo svezzamento giusto con il metodo margherita” nasce dalla cooperazione di Jacopo Pagani, Andrea Vania e Luigi Nastri, rispettivamente un esperto pediatra di base, un pediatra nutrizionista e un cuoco stellato, che interfacciandosi con genitori e bambini, compresi i loro stessi figli, hanno ideato un metodo che vuole gettare le basi di un’alimentazione sana nei primi, e fondamentali, 1000 giorni del bambino.

Questo libro difatti propone un’ampia e dettagliata visione sulle componenti di un’alimentazione sana e bilanciata, sottolineando l’importanza delle materie prime e della loro adeguata scelta, cottura e conservazione, offrendo così numerosi spunti di riflessione sia per i genitori che per i professionisti riguardo all’alimentazione dei bambini ma anche degli adulti; infine presenta una settimana di ricette per grandi e piccini attraverso l’applicazione del metodo da loro proposto.

Il Metodo

Ma che cos’è il metodo margherita? La margherita è la rappresentazione grafica di una pappa equilibrata: ad ogni petalo corrispondono i macronutrienti necessari in ogni pasto (proteine, grassi, carboidrati e fibre), il centro del fiore è il ferro, posto nel mezzo data la sua importanza nello sviluppo di un bambino, lo stelo è l’acqua, in quanto base di una sana alimentazione, e le foglie rappresentano i due divieti principali: zucchero e sale. Il fiore serve a ricordare di includere nella pappa tutti i macronutrienti e i minerali, a escludere zucchero e sale, e ad accompagnare il tutto con l’acqua; inoltre vengono indicate per ogni componente le giuste dosi da somministrare.

Non viene trascurata l’importanza dell’allattamento al seno, offrendo anche nozioni e consigli per la mamma che allatta; suggerisce indicazioni su quando iniziare lo svezzamento e su come tutelare il proprio bambino da intolleranze e allergie e, cosa che ho apprezzato molto, fornisce indicazioni in caso di ostruzione da corpo estraneo.

Per i suddetti motivi crediamo sia un libro sicuramente completo e molto informativo, in grado di allenare l’occhio su quello che può far bene ai bambini e su quello che invece può nuocere. Forse la parte dedicata ai nutrienti può risultare troppo approfondita, ma sono dell’idea che, per poter sviluppare un’autonomia comportamentale e decisionale, buone basi nozionistiche siano necessarie. Tuttavia il metodo, e di conseguenza le ricette proposte, ci è sembrato un po’ troppo rigido e pretenzioso, soprattutto perché come sappiamo, i genitori non hanno tutto il tempo del mondo, anzi. Inoltre, se per assurdo la parte di educazione alimentare sembra voler creare nei lettori una consapevole autonomia, è proprio il concetto di METODO ad essere rigido. Per una famiglia non ci sembra infatti necessario un metodo, qualcosa di preimpostato da dover insegnare, preferiamo infatti credere che l’aiuto di un professionista, o in questo caso di un libro scritto da professionisti, si debba piuttosto declinare in utili e competenti consigli, suggerimenti e indicazioni a sostegno di quello che un genitore reputa giusto per il proprio bambino.

Lo consiglieremmo? Sì, ma non come libro sull’alimentazione complementare (che molti conoscono come svezzamento): piuttosto come un’opportunità per riflettere su quello che portiamo sulla tavola dei nostri bambini, in termini di qualità e quantità.

Una cosa però è certa, come diceva Feuerbach “l’uomo è ciò che mangia”, pertanto come nutriremo i nostri piccoli determinerà la loro salute futura.

 

A presto, Maia

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