Eccoci tornati con un nuovo articolo, dedicato finalmente ad un argomento tanto atteso. Ebbene sì, per chi di voi è nuovo su questi schermi, molto tempo fa (più precisamente a Febbraio, quando Maia era ancora una neonatina) su Instagram era emerso il vostro interesse per questo tema.

Ecco ce la siamo presa con calma… ma si sa, la calma è la virtù dei forti… Ah no, quella è la pazienza. Beh, dai, allora i forti e virtuosi siete voi che avete atteso con pazienza così a lungo. Quindi bando alle ciance ed entriamo subito nel vivo della questione!

Che Cos'è una Curva di Crescita?

Una curva di crescita è un grafico che, prendendo in considerazione singoli parametri (indici antropometrici) come peso, altezza/lunghezza, circonferenza cranica in relazione al genere e all’età, ha lo scopo di rilevare l’andamento della crescita di un bambino. Avete letto bene: l’andamento. Si tratta infatti di curve di crescita, non di tabelle, in quanto si vuole dare più importanza a come un bambino cresce nel tempo piuttosto che alla singola rilevazione di un indice antropometrico in un dato giorno ad una data ora.

Attualmente quelle che tutti dovrebbero utilizzare, perché più affidabili, sono quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, stilate nel 2006 dopo aver condotto un lungo studio su un campione di 8440 bambini in 6 paesi molto diversi fra loro, ovvero Brasile, Ghana, India, Norvegia, Oman e USA. Questa diversificazione ha lo scopo di poter creare dei grafici standardizzati, cioè inclusivi, e non specifici di una singola popolazione, per evitare di cadere in errore. Ad esempio, se in Cina utilizzassimo delle curve stilate su una popolazione di bambini esclusivamente americani, sarebbe più facile individuare delle anomalie nella crescita dei bambini cinesi, ma non perché effettivamente non stiano crescendo ma perché quel grafico non li rappresenta nel modo corretto. Queste curve, divise per età e indice antropometrico, sono disponibili online e scaricabili gratuitamente da chiunque cliccando questo link che vi lasciamo per abbreviare le vostre ricerche!

Qui sotto potete trovare, per esempio, le curve di crescita da 0 a 6 mesi con la relazione età/peso.

 

Come Interpretarle?

Le curve rappresentano i percentili di crescita, ovvero il posto che il bambino occupa nella sua crescita rispetto ad altri 100 bambini della stessa età e dello stesso sesso. Ad esempio, se un bambino si colloca al 64° percentile nella tabella del peso, significa che ci sono 36 bambini che pesano più di lui e 63 con un peso inferiore. Il 50° percentile rappresenta la media, e come limite inferiore si considera il 3° percentile e come limite superiore il 97° centile, ma già sotto il 10° e sopra il 90° centile è necessaria una attenzione maggiore alla crescita del bambino (soprattutto se il bambino non si posizionava in precedenza in questi percentili).

Come dicevamo prima, non è il singolo dato che ci interessa, ma la variazione della crescita nel tempo: un bambino può nascere con un peso al 25° percentile e mantenere nel tempo sempre questo andamento, senza destare preoccupazione alcuna; preoccupazione che insorge invece se un bambino, nato ad esempio con un peso al 48° percentile, durante la crescita si posiziona in percentili sempre più bassi, rendendo necessaria un’indagine sul motivo di questo andamento.

Sono Sufficienti per Valutare lo Stato di Salute di un Bambino?

Ovviamente no! La salute di un bambino non è fatta solo di peso, altezza e circonferenza cranica ma è l’insieme degli indici antropometrici e dello sviluppo motorio e psichico, della presenza/assenza di patologie, dei fattori relazionali, sociali ed economici… Non tutti i bambini che presentano una deviazione degli indici antropometrici necessitano modifiche dell’ alimentazione: per prima cosa bisogna dare alla famiglia e al bambino il tempo giusto per valutare se questa deviazione si mantiene nel tempo o se è un singolo caso, e poi bisogna sempre indagare se le motivazioni di un’eccesiva velocità o rallentamento della crescita sono da imputare a fattori di altro tipo. Queste curve infatti, se usate in modo corretto, sono un valido strumento per evitare complementi precoci e a volte inutili all’alimentazione (soprattutto ad un’alimentazione basata esclusivamente sul latte materno, che non si sa mai per qual motivo, ma risulta sempre inadeguato e ci si aspetta sempre che da un momento all’altro fallisca nel suo compito).

Tutti i bambini sono uguali? Nel creare curve standardizzate, l’OMS ha voluto allontanarsi quanto più possibile dall’unificare i bambini all’interno di tabelle e dati fini a se stessi. Deve essere chiaro che ogni bambino è diverso e lo scopo di queste curve è quello di ampliare il concetto di normalità: normale non è chi si avvicina alla media, ma chi mantiene nel tempo l’andamento della sua personalissima e individuale crescita.

E in Gravidanza?

Per la gravidanza esistono delle curve di crescita fetale pubblicate su richiesta dell’OMS per ridurre la mortalità e morbilità perinatale; esistono comunque diverse curve di crescita pubblicate da diverse linee guida internazionali di cui vi parleremo in un articolo dedicato!

Oggi abbiamo affrontato un discorso complesso e speriamo di essere state il più chiare possibili. Come sempre potete farci qualsiasi domanda, sia qui che sui nostri social.

 

A presto, Maia

 

Credits:

 

*Pics courtesy of the internet

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