Buongiorno a tutti! Se siete finiti su questa pagina anche voi vi siete chiesti come sarà mai fatta questa placenta che molti mangiano, frullano, conservano, sotterrano…! O forse, più semplicemente, volete sapere come è fatto l’organo che dà nutrimento al vostro bimbo durante la gravidanza, o siete studenti e avete bisogno di qualche delucidazione. Beh, in ogni caso, questo è il posto giusto! In questo articolo analizziamo insieme la macroanatomia di quest’organo fondamentale per la gestazione e le sue principali funzioni.

Come si Forma

All’inizio della gravidanza l’embrione, arrivato in cavità uterina, va incontro all’annidamento, dove il sinciziotrofoblasto grazie a degli enzimi litici permette l’attecchimento alla parete endometriale dell’utero, fino ad arrivare a fondersi con i vasi sanguigni materni. L’obiettivo della placenta è quello di ridurre al minimo la distanza tra la circolazione materna e quella fetale di modo da favorire al massimo lo scambio di nutrienti: questo avviene nelle prime settimane grazie ai villi coriali della decidua (mucosa dell’endometrio che si è trasformata per lo stato gravidico) capsulare e basale, ossia la parte fetale della placenta formata da capillari sanguigni che assorbono ossigeno e nutrienti per cedere anidride carbonica.

Una volta scomparsi i villi della decidua capsulare nei primi tre mesi di gestazione, quelli della basale si approfondano nel viscere uterino ramificandosi e allungandosi (simili a vere e proprie arborescenze) fino ad andare a formare il vero e proprio piatto placentare grazie alla fusione tra la decidua basale e il chorion frondosum (si passa dai villi primari, ai secondari e terziari).

Il sangue passa tra i villi nello spazio intervilloso e la struttura di membrane che separa la circolazione sanguigna da quella fetale nella specie umana è di tipo emocoriale: il sangue fetale è separato da quello materno mediante la barriera feto-placentare, formata da 3 strati:

  • Endotelio dei capillari fetali;
  • Connettivo stromale del villo;
  • Epitelio coriale del villo (bagnato dal sangue materno).

Come è Fatto il Corpo Placentare?

La placenta ha una forma discoide con uno spessore che varia dal mezzo centimetro in periferia ai 2-4 cm al centro; il diametro maggiore è di 16-20 cm e il suo peso è compreso, in media, tra i 500 e i 600 grammi, il tutto in corrispondenza del peso fetale alla nascita. Il piatto placentare è formato da una parte materna e una parte fetale.

  • La faccia materna è irregolare, suddivisa da solchi più o meno profondi che vanno a delimitare dei segmenti poligonali irregolari detti cotiledoni placentari (materni). Un cotiledone corrisponde a due o più villi coriali e le loro ramificazioni, mentre i solchi che li separano si trovano in corrispondenza dei setti che delimitano gli spazi intervillosi (setti placentari intervillosi). I cotiledoni placentari sono circa 15-20 e sono facilmente valutabili all’esame obiettivo nell’immediato post parto.
  • La faccia fetale è liscia, coperta dallo strato delle membrane: sulla sua superficie si inserisce il cordone ombelicale, i cui vasi si ramificano distribuendosi ai villi.

Il Cordone Ombelicale

Il cordone ombelicale si inserisce, appunto, a livello dell’ombelico fetale e contiene 3 vasi: due arterie, che portano sangue venoso dal feto alla placenta, e una vena, che porta sangue arterioso dalla placenta al feto. Il vasi all’interno del funicolo sono protetti da una sostanza gelatinosa che costituisce propriamente il funicolo detta Gelatina di Wharton, costituita da connettivo mucoso, che evita altresì la loro totale occlusione. Mediamente il funicolo è lungo 50-60 cm con un diametro intorno ai 2 cm.

Quali Sono le Funzioni della Placenta?

La principale funzione della placenta, come suddetto, è quella di nutrimento. Il passaggio transplacentare di nutrienti avviene attraverso diversi meccanismi, principalmente:

  • Diffusione semplice: il processo è regolato da leggi fisiche, secondo gradiente, e la barriera si comporta in maniera passiva;
  • Diffusione facilitata: vi è l’intervento di molecole trasportatrici che però non consentono il trasporto contro gradiente;
  • Trasporto attivo: avviene attraverso l’impiego di enzimi o la temporanea combinazione con molecole della membrana, il tutto con consumo di energia, perciò anche contro gradiente. Questo meccanismo riguarda, per esempio, alcune vitamine, aminoacidi, ferro e calcio;
  • Pinocitosi: piccolissime gocce vengono inglobate per invaginazione della membrana;
  • Trasporto attraverso soluzioni di continuo con la barriera: questo permette di trasferire globuli rossi dal feto alla madre.

Altre funzioni della placenta comprendono:

  • Funzione endocrina e metabolica: la placenta produce moltissimi ormoni, come estrogeni e progesterone, la gonadotropina corionica (hCG) e il lattogeno placentare (hPL); inoltre, è fonte di innumerevoli fattori di crescita e neuroendocrini, come la relaxina, l’alfafetoproteina e la proteina placentare (PAPP-A).
  • Funzione immunologica: ci sono dei meccanismi di adattamento immunitario che prevengono il rigetto del feto mantenendo la capacità materna di contrastare le infezioni che sono tuttora oggetto di studio.

Ebbene, sapevate tutto? Ora quest’organo misterioso vi è un po’ più chiaro? Fatecelo sapere nei commenti e sui social, e se avete qualche domanda non esitate a porcela!

 

A presto, Maia

 

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